GoDot

Un protocollo libero e gratuito per lo spettacolo dal vivo in Fase 2

ultimo aggiornamento del toolkit: 15 giugno 2020

GoDot è un strumento concreto e strettamente legato alla pratica dell’organizzazione di eventi culturali dal vivo. L’idea del format, infatti, è nata dalla necessità di ripensare una città e il suo territorio attraverso il festival Urbino Teatro Urbano, alla luce delle attuali e mutevoli indicazioni sanitarie in materia di spettacolo dal vivo.

GoDot è il primo protocollo pensato e sviluppato ad hoc per lo spettacolo dal vivo in fase 2, un progetto che vuole coniugare concretamente le esigenze dello spettacolo con le norme anti contagio, soprattutto in merito alle gestione dei flussi di pubblico

GoDot vuole essere uno strumento finalizzato a condividere pratiche virtuose per l’accesso ai momenti performativi dal vivo e per valorizzare il luogo che ospita l’evento, stimolandone il tessuto urbano, sociale, economico.

GoDot è uno strumento:

SICURO → concretizza le disposizioni ministeriali in materia di salute e sicurezza, rispettandole in ogni sua fase
FLESSIBILE → si adatta al cambiamento delle normative
LIBERO E GRATUITO → viene fornito ad enti ed operatori attraverso una licenza di tipo creative commons
PERSONALIZZABILE → può essere modulato in base alle esigenze logistiche, organizzative ed economiche dei festival e dei soggetti organizzatori
INTERATTIVO → accompagna lo spettatore alla fruizione dello spettacolo in presenza attraverso una dimensione attiva ed esperienziale
SOSTENIBILE → fornisce agli organizzatori strumenti economicamente sostenibili
ECOLOGICO → si avvale di strumenti e tecnologie a basso impatto ambientale
ARTICOLATO → nasce all’interno di un tavolo di lavoro composito: operatori dello spettacolo dal vivo, esperti di comunicazione, grafici, informatici, sociologi, economisti, operatori turistici
INCLUSIVO → si adatta alle esigenze di mobilità dello spettatore, proponendo percorsi differenziati
TESTATO → si basa su di una sperimentazione concreta
AGGIORNATO → si evolve grazie ai feedback dei suoi utilizzatori

In un contesto politico, sociale, economico segnato dall’emergenza, tutti gli eventi dal vivo dovranno dotarsi di un sistema sicuro per gestire i flussi di persone: GoDot è la nostra proposta.

GoDot è il primo protocollo pensato e sviluppato ad hoc per lo spettacolo dal vivo in fase 2, un progetto che vuole coniugare concretamente le esigenze dello spettacolo con le norme anti contagio, soprattutto in merito alle gestione dei flussi di pubblico

GoDot vuole essere uno strumento finalizzato a condividere pratiche virtuose per l’accesso ai momenti performativi dal vivo e per valorizzare il luogo che ospita l’evento, stimolandone il tessuto urbano, sociale, economico.

Di cosa si compone GoDot?

1. PARTE GRAFICA
(OFFLINE)
Una segnaletica urbana di carattere artistico per la gestione dei flussi di pubblico

GoDot si basa su un sistema originale di segnaletica orizzontale (a terra) e verticale, studiato appositamente da ISIA e UTU per lo spettacolo dal vivo. Questa segnaletica permette al pubblico, agli artisti e allo staff di partecipare all’evento in presenza, rispettando le indicazioni sul distanziamento e le altre norme sanitarie in chiave teatrale e performativa, trasformando cioè un limite in una scelta poetica. Il protocollo guida lo spettatore alla fruizione dello spettacolo, proponendo una sistema di indicazioni di tipo no touch che permette ai soggetti di verificare, in maniera immediata ed intuitiva, la salubrità del proprio comportamento.

La segnaletica si basa su una serie di pittogrammi originali che compongono un “kit” di elementi, modulabili secondo le esigenze dei diversi eventi (per es. frecce direzionali, call to action, qualità del movimento, luoghi di attesa e di ristoro, luoghi di esibizione…).
La segnaletica è parte integrante di un concept di carattere attivo e ludico, che prevede attività pratiche e di tipo DIY (do it yourself) basate sull’idea, semplice e simbolica, del FILO: in questo modo la costrizione è trasformata in un gioco e la distanza in un legame. (attraverso l’idea del filo.)

Gli elementi della segnaletica saranno forniti agli organizzatori in formato vettoriale e corredati di indicazioni per la personalizzazione e di un manuale d’uso per gli operatori.

La segnaletica può essere implementata da stimoli sonori e arricchita in maniera funzionale da tecnologie nate per esigenze artistiche (per esempio proiezioni olografiche), di cui si forniranno concrete indicazioni di applicazione agli organizzatori.

 

2. PARTE DIGITALE
(ONLINE)
Strumenti digitali per garantire la sicurezza e favorire la partecipazione sociale

GoDot implementa un sistema digitale basato su strumenti digitali già ampiamente diffusi (Eventbrite) ai quali si potrà scegliere di affiancare altri strumenti digitali innovativi (diAry e WOM), al momento in fase di sperimentazione, ma già censiti nell’ambito della strategia per la Sostenibilità e l’Innovazione Sociale (CAPSSI) della Commissione Europea. La scelta di integrare e ripensare le finalità applicative di questi strumenti possiede un doppio vantaggio:

– stabilità e sostenibilità dell’infrastruttura digitale
– immediata disponibilità e accessibilità delle applicazioni

A) EVENTBRITE è la scelta suggerita da GoDot. Eventbrite è un sito web di gestione e biglietteria di eventi. Il servizio consente agli utenti di navigare, creare e promuovere eventi locali. Il servizio addebita una commissione agli organizzatori di eventi in cambio di servizi di biglietteria online, a meno che l’evento non sia gratuito.

Qualunque sia la regola del distanziamento, ogni persona si porterà dietro un “ingombro sociale” maggiore del solito. Il sistema di prenotazione proposto da GoDot servirà a diminuire l’ingombro mediante pacchetti specifici pensati per nuclei familiari e persone che, pur non vivendo sotto lo stesso tetto, hanno un grado elevato di frequentazione.

Le seguenti applicazioni, al momento in fase di sperimentazione, sono nate all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo (Dipartimento di Scienze Pure e Applicate) e sviluppate da DIGIT srl, Spin-off dell’Università di Urbino:

B) DIGITAL ARIANNA (diAry), è un’applicazione mobile che consente di tenere traccia, sul proprio dispositivo, degli spostamenti e delle circostanze rilevanti ai fini del contenimento del contagio da COVID-19. Per fronteggiare la diffusione del virus è infatti essenziale risalire ai luoghi e alle persone frequentati durante il periodo di incubazione. I dati sono conservati esclusivamente sul dispositivo personale dell’utente, che può decidere liberamente di consultarli, esportarli ed eventualmente incrociarli con informazioni di pubblica utilità. Adottare comportamenti responsabili e conservarne memoria è il modo più efficace con cui ogni individuo può contribuire alla salute pubblica.

C) WOM (Worth One Minute). Molte delle azioni che gli individui compiono contribuiscono al bene collettivo e hanno un valore sociale, che in economia viene detto esternalità positiva. Ognuno di noi si trova quotidianamente nelle condizioni di fare qualcosa di socialmente utile o di apprezzare ciò che altri fanno anche per lui. I WOM sono dei voucher elettronici concepiti per riconoscere il valore di queste azioni e per offrire a chiunque l’opportunità di premiarle.
I WOM consentiranno la creazione di un piccolo indotto, permettendo alle attività commerciali delle città che ospitano l’evento dal vivo (ristoranti, librerie, musei…) di riconoscere delle agevolazioni (contenuti speciali, sconti, promozioni…) alle persone che avranno partecipato all’evento culturale dal vivo. Un modo diretto e virtuoso, dunque, di partecipare attivamente e socialmente all’organizzazione dell’evento e di innescare una collaborazione virtuosa fra gli organizzatori dell’evento e i servizi del territorio (amministrazioni, esercenti, agenzie turistiche…)
Il sistema dei WOM è integrato all’interno della dimensione ludica e partecipativa insita in GoDot: chi partecipa ad un evento (spettatore, associazione, esercente…) percepirà di essere parte integrante di esso, e che la sua presenza avrà valore per l’evento stesso e per il luogo che lo ospita.
→ I primi WOM saranno riconosciuti a tutti gli spettatori che decideranno di dotarsi dell’app Digital Arianna
→ Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali (o non possiede un cellulare abbastanza smart) è prevista la possibilità di sostituire il WOM digitale con dei WOM reali (talloncini no touch)

D) GoDot suggerisce agli organizzatori di trasformare il sito dell’evento (o una sua specifica sezione) in una Web App, fornendo istruzioni semplici e videotutorial. La trasformazione del sito in Web App consente un’interfaccia ottimale per la fruizione tramite smartphone. Lo scopo è dotare l’organizzazione di uno strumento semplice e stabile, che possa essere un punto di riferimento per l’esperienza dello spettatore oltre ad integrare (o sostituire) tutta una serie di artefatti cartacei (flyer, mappe, libretti…) per i quali, da normativa, è consigliato limitare lo scambio e la trasmissione.

E) GoDot prevede la possibilità di rendere attiva la segnaletica grafica attraverso una serie di funzionalità legate alla lettura dei QR Code. La segnaletica e gli strumenti digitali di GoDot, infatti, sono pensati per integrarsi a vicenda: la comunicazione grafica contribuirà a rendere accessibili e fruibili le possibilità e le azioni digitali del format.

GoDot è per tutti! La sua struttura modulare e personalizzabile ne permette l’uso anche agli utenti che non possiedono le competenze o la possibilità di accedere alle tecnologie digitali. Gli organizzatori, a loro volta, potranno comporre e personalizzare il format utilizzando gli strumenti che meglio si adattano alle loro esigenze.

 

3. VADEMECUM
(DISPONIBILE DOPO LA SPERIMENTAZIONE)
Un “libretto di istruzioni e consigli” per gli organizzatori

Una delle maggiori risorse fornite da GoDot sarà la possibilità, in capo agli organizzatori di eventi dal vivo, di fare affidamento su di una serie di sperimentazioni pratiche e su di uno storico di applicazione del protocollo, che verrà continuamente aggiornato sulla base delle varie esperienze mediante un manuale pratico e operativo. Una sorta di vademecum, dunque, frutto delle prime applicazioni pratiche del format, in cui verranno evidenziate le potenzialità di GoDot e proposte delle soluzioni per le eventuali criticità che emergeranno dal sistema.
Il vademecum sarà disponibile e integrato nel pacchetto di GoDot solo dopo le prime sperimentazioni, in particolare dopo il festival Urbino Teatro Urbano, organizzato dal 10 al 17 luglio 2020, che sarà il momento più significativo delle sue prime applicazioni.

 

Quando arriva GoDot?

GoDot verrà presentato lunedì 18 maggio 2020 e sarà disponibile in versione test dal 10 giugno

 

Cronoprogramma

10 giugno: release del format in versione test per le prime sperimentazioni parallele
10 luglio – 17 luglio: sperimentazione durante il festival Urbino Teatro Urbano
17 luglio – 19 luglio: implementazione del format con i risultati delle prime sperimentazioni
20 luglio: nuova release del format (GoDot 2.0)

 

Chi può chiedere di sperimentare GoDot?

GoDot è un sistema libero e gratuito, molto vicino ad un’idea di tipo Open Source: sarà quindi disponibile, scaricabile e personalizzabile gratuitamente da tutti i teatri, associazioni, amministrazioni interessate. GoDot avrà una struttura modulare e personalizzabile che consentirà il suo utilizzo nelle più diverse manifestazioni dal vivo (festival, concerti, fiere…).

Manifestazioni formali di interesse per la sperimentazione del format sono arrivate dall’Italia ma anche da istituzioni estere pubbliche – Departemento de Cultura, Cooperación, Juventud y Deportes della Regione di Gipuzkoa (Paesi Baschi) – e private – Pentàcion Espectàculos, Teatro La Latina, Teatro Bellas Artas di Madrid.

GoDot è il primo protocollo pensato e sviluppato ad hoc per lo spettacolo dal vivo in fase 2, un progetto che vuole coniugare concretamente le esigenze dello spettacolo con le norme anti contagio, soprattutto in merito alle gestione dei flussi di pubblico

GoDot vuole essere uno strumento finalizzato a condividere pratiche virtuose per l’accesso ai momenti performativi dal vivo e per valorizzare il luogo che ospita l’evento, stimolandone il tessuto urbano, sociale, economico.

Chi siamo

GoDot è frutto di un tavolo di lavoro ideato dal CTU Cesare Questa e dal festival UTU, composto da un team di studenti e docenti di ISIA Urbino, del Dipartimento di Informatica (DiSPeA) e di Sociologia (DESP) dell’Università di Urbino, coordinati da professionisti dell’organizzazione e della comunicazione di eventi dal vivo.

CTU CESARE QUESTA: è il Centro Teatrale dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e primo centro teatrale universitario delle Marche. È nato ufficialmente nel 2016 dall’iniziativa di ex studenti dell’Ateneo di Urbino, ora giovani professionisti nel settore della ricerca e formazione in ambito umanistico e teatrale: esperti di filologia e letteratura antica, attori, registi e formatori teatrali, docenti universitari e liceali. Ha uno staff organizzativo costituito per la maggior parte da giovani di età compresa fra i 19 e i 30 anni, e un bacino di oltre 300 allievi su tutto il territorio marchigiano. Attraverso una fitta rete di laboratori formativi destinati a studenti e docenti, il CTU Cesare Questa collabora stabilmente con le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della Regione Marche, con l’obiettivo di creare un ponte fra scuola, università e territorio. Finalità principale del CTU Cesare Questa è quella di recuperare il ruolo “politico” ed educativo del teatro, inteso come strumento di costruzione e di formazione della comunità di un territorio. Mediante la sua azione, il CTU Cesare Questa mira a valorizzare la tradizione storica, artistica e universitaria della città di Urbino in una prospettiva di ricerca, produzione, divulgazione culturale rivolta soprattutto alle nuove generazioni, attraverso una solida rete di collaborazioni con enti pubblici e privati su scala locale e nazionale.

ISIA: l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche è un istituto pubblico, di livello universitario, per l’insegnamento del graphic design. Appartiene al Dipartimento Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca. Ha sede a Urbino, presso il complesso monumentale dell’ex Monastero di Santa Chiara. È una scuola con una forte identità che può essere definita, in sintesi, nella sua natura laboratoriale, nel legame con le questioni locali e territoriali, nella dimensione politica del progetto, intesa come una forma di attenzione alle sue implicazioni socio-economiche. ISIA Urbino è caratterizzata da un percorso formativo improntato all’interdisciplinarità. Il corpo docente è costituito da professionisti di comprovata qualità e provenienze diverse, dall’Italia e dall’estero. In quanto scuola-laboratorio, ISIA Urbino può adattarsi agilmente al mutevole scenario contemporaneo, costituendo un luogo ottimale in cui elaborare e prototipare nuovi ruoli, funzioni e economie del progetto.

UTU: il festival Urbino Teatro Urbano è nato come sintesi di riflessioni e pratiche cresciute nel corso di anni di ricerca, formazione, collaborazioni e produzioni del centro teatrale dell’Università di Urbino Carlo Bo (CTU Cesare Questa).
Nelle sue prime edizioni il festival Urbino Teatro Urbano sta indagando il rapporto tra la città e la sua rappresentazione, analizzando lo spazio come categoria e modalità del fare esperienza e non semplicemente come sfondo alle attività umane (Simmel, 1908). La città di Urbino dà forma ad uno spazio urbano e a fenomeni sociali unici, non replicabili: un dialogo perpetuo tra il suo centro storico (patrimonio UNESCO), il suo centro dinamico costituito dall’Università e il suo centro atomico rappresentato dalla comunità degli studenti, alla costante ricerca di nuove pratiche di convivenza. Il festival Urbino Teatro Urbano vuole dare forma a queste tensioni, verso soluzioni condivise per la riappropriazione degli spazi urbani e per la loro reimmissione nel ciclo di vita della città. Sono stati partner di UTU: Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Comune di Urbino, ERDIS Marche, Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, AMAT, Accademia Raffaello, FAI, Fondazione Ca’ Romanino, EPTA gruppo, Girolomoni

DIGIT: è uno Spin-off dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. La società ha per oggetto lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, e, in via prevalente, lo sviluppo e la gestione di piattaforme digitali sostenibili che abilitino processi di innovazione sociale partecipativa coinvolgendo i cittadini.

La parola Godot è formata dalle due parole go e dot rispettivamente va e fermo poiché dot in inglese è punto

Il divertimento beckettiano Rosangela Barone

GoDot

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